14 aprile 2021 #Scienza e conoscenza

Grandi scoperte astronomiche dal Cile, un osservatorio naturale del cosmo

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Scoprite una serie di grandi scoperte e ricerche astronomiche effettuate dal Cile, un Paese che possiede circa il 40% dell'intera capacità osservativa dell'umanità.

Con quasi il 90% di notti serene all'anno, i cieli del Cile settentrionale sono un laboratorio naturale incomparabile per lo studio del cosmo. Non per niente le regioni di Antofagasta, Atacama e Coquimbo ospitano un gran numero di strutture astronomiche. L'Osservatorio del Paranal con il Very Large Telescope (VLT) dell'European Southern Observatory (ESO), il complesso più avanzato al mondo, e l'Atacama Large Millimeter Array (ALMA), il più importante osservatorio radio del mondo, si trovano entrambi nella regione di Antofagasta. L'Atacama ospita l'osservatorio Las Campanas della Carnegie Institution degli Stati Uniti, mentre la regione di Coquimbo ospita La Silla (ESO) e l'Osservatorio interamericano di Cerro Tololo.

Non è quindi insolito venire a conoscenza di scoperte effettuate da osservatori cileni, come nel caso della scorsa settimana, quando un gruppo di scienziati cileni ha scoperto quello che potrebbe essere un nuovo pianeta, con una massa cinque volte superiore a quella di Giove e distante 443 anni luce dalla Terra.

Oltre all'enorme capacità astronomica già installata nel deserto, i prossimi anni vedranno l'arrivo di strumenti che porteranno il nostro Paese ad ospitare dal 40% al 70% della capacità astronomica ottica di tutta l'umanità: Vera Rubin, il Gigante di Magellano e l'Extremely Large Telescope, che sarà il più grande telescopio ottico del pianeta.

Oggi diamo uno sguardo a dieci importanti scoperte e ricerche effettuate dagli osservatori installati in Cile.

La migliore "asta di misura" per un decennio: annoverato tra i progetti più rilevanti dell'astronomia cilena, il Progetto Calán-Tololo (1989-1996), frutto dell'impegno cileno-statunitense, ha studiato le distanze nell'universo. Questo progetto, a cui hanno lavorato due premi nazionali cileni di scienze esatte, José Maza e Mario Hamuy, ha generato quella che per quasi un decennio è stata la migliore "barra di misurazione dell'universo". Calán-Tololo è stato fondamentale per un lavoro successivo che è stato premiato con il Nobel per la Fisica 2011, l'espansione accelerata dell'universo.

Prima immagine di un pianeta extrasolare: è stata scattata con uno dei telescopi VLT dell'osservatorio Paranal nell'aprile 2004. Si tratta di un pianeta gigante, circa cinque volte più grande di Giove.

Prima supernova visibile a occhio nudo in oltre 400 anni: nel 1987 è stata scoperta la supernova 1987A da Las Campanas. È stata la prima visibile a occhio nudo in oltre 400 anni, si è verificata nella Grande Nube di Magellano e il suo studio ha confermato la teoria secondo cui elementi come il ferro sono stati creati in questo tipo di esplosione.

Prima fotografia di un buco nero supermassiccio: nel 2019 ALMA-APEX, insieme a osservatori di altre parti del mondo, ha fatto parte del progetto Event Horizon Telescope. Combinando le immagini di questi telescopi, è stato possibile ottenere per la prima volta un'immagine dell'orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio al centro della galassia Messier 87. A questa scoperta ha partecipato Neil Nagar, astronomo del Centre for Astrophysics and Related Technologies (CATA).

Una delle prime nane brune solitarie: nel 1987 l'astronoma dell'Università del Cile e direttrice del Centro di Astrofisica del CATA, María Teresa Ruiz, ha scoperto la nana bruna solitaria chiamata Kelu (che significa rosso in Mapudungun). Le nane brune iniziano la loro vita come stelle, cioè come sfere di gas, ma non hanno massa sufficiente per generare luce.

La super-Terra più vicina: nel gennaio 2020 è stata scoperta Proxima Centauri c, un esopianeta situato a 4,2 anni luce dalla Terra, che ha una massa sei volte superiore a quella terrestre. Per composizione è più simile al nostro pianeta, piuttosto che essere una grande massa di gas come Giove o Saturno. Per rilevarlo sono stati utilizzati gli strumenti situati a La Silla e al Paranal.

La sorella della Via Lattea: utilizzando il telescopio ALMA, nell'agosto 2020 un team scientifico ha scoperto la galassia simile alla Via Lattea più distante (chiamata SPT0418-47) a 12 miliardi di anni luce di distanza.

Prove dell'origine dei buchi neri: nel febbraio 2021, l'astronomo dell'Università del Cile Andrés Escala ha scoperto che i buchi neri supermassicci, cioè quelli con una massa miliardi di volte superiore a quella del Sole, hanno origine dal collasso di un ammasso di stelle nel nucleo delle strutture gravitazionali galattiche.

La forma del centro della Via Lattea: per molti anni si è creduto che la parte centrale della Via Lattea fosse sferica, ma nel 2010 gli studi guidati dall'astronoma Manuela Zoccali dell'UC Astrophysics Institute hanno dimostrato che in realtà ha una forma a X.

L'albero genealogico della Via Lattea: l'astronoma Paula Jofré (che lavora presso il Nucleo di Astronomia dell'Università Diego Portales) ha scelto 22 stelle della Via Lattea, compreso il Sole, per sviluppare l'albero cosmico, studiando anche i 17 elementi chimici che le uniscono.

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